Racconti

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Alla prossima amico mio

Davide stava rientrando a casa imprecando contro l’afa, il traffico, i secchioni pieni e i condomini che non salutano mai quando li incroci al portone. Sentire, mentre infilava le chiavi nella toppa per aprire, la voce di sua figlia undicenne che cantava una canzone di “Ultimo” sparata a tutto volume,

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Brad Meldhau -Auditorium parco della musica

Ho almeno tre rimpianti nella vita, il primo è quello di non essermi laureato, il secondo di non saper parlare fluentemente l’inglese, il terzo quello di non aver mai visto dal vivo Keith Jarrett, qui potevo rimediare con la prontezza dell’acquisto dei biglietti dei concerti, ma mi sono sempre fatto

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Fior di loto

Il fior di loto nasce nel fango. Il passeggero seduto di fronte a lei sul treno che la portava a Roma, prima di scendere le aveva sorriso e le aveva detto questa frase. A Milano, poco dopo la partenza, lui si era accorto delle lacrime che scendevano dietro gli occhiali

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Il vestito blu

Seduto sulla poltrona mi guarda e sorride. Ha acceso le candele bianche sul tavolino da tè e abbassato tutte le luci tranne la lampada che illumina me. Lui e Il vestito blu sul divano aspettano che io dia inizio alle danze. Mi sembra incredibile che dopo anni mi chieda ancora

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The Change

Lucilla imprecò a bassa voce, quei dannati tubetti la stavano sommergendo. Quando erano apparsi nel suo bagno? Da ragazzina passava ore lì dentro a fumare e a fare bagni in compagnia di un libro, ma non un minuto a spalmare creme. The change l’aveva definito la sua amica inglese: “il

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Testa PEN(sante)

Oggi mi sento la testa pe(n)sante, come se qualcuno ci stesse pescando dentro. Io non credevo fosse possibile davvero, ma mi sono dovuto ricredere quando tre pescatori si sono affacciati nella mia calotta cranica aperta e mi hanno detto che avevano pescato tre spigole. In effetti oggi mi sento alquanto

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Lunghe Storie in Brevi Racconti (Speciale Pasqua)

È accaduto qualcosa di bello Ai piedi di un letto rovinato dalle tarme, con le mani giunte e la faccia impolverata, un bambino recitava la preghierina della sera. «Buon Dio», diceva sorridendo, «regala qualcosa di bello a chi ne ha bisogno.» Un coniglio, che passava di lì per caso, s’intenerì

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Chi l’ha vista, sa

Sento che nulla mi tocca. Che potrebbe succedere l’imprevedibile: un terremoto non mi toglierebbe la terra sotto i piedi. L’ho vista da vicino io. Mi ha toccato, mi ha abbracciato in una gelida stretta e ha provato a trascinarmi via con lei. Ore che sono diventati giorni in cui ho

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Il gioco di Lara e Camilla

Fuori diluviava. Le nostri madri non ci avrebbero fatto uscire. Di giocare a pallavolo con la palla di carta non se ne parlava. Avevamo centrato la lampada condominiale e la signora Righi del terzo piano ci aveva dato delle teppiste. Invitai Lara a venire su da me, saremmo state sole

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di Vanessa Di Marco

Alla prossima amico mio

Davide stava rientrando a casa imprecando contro l’afa, il traffico, i secchioni pieni e i condomini che non salutano mai quando li incroci al portone. Sentire, mentre infilava le chiavi nella toppa per aprire, la voce di sua figlia undicenne che cantava una canzone di “Ultimo” sparata a tutto volume,

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Marcello Marinelli

Brad Meldhau -Auditorium parco della musica

Ho almeno tre rimpianti nella vita, il primo è quello di non essermi laureato, il secondo di non saper parlare fluentemente l’inglese, il terzo quello di non aver mai visto dal vivo Keith Jarrett, qui potevo rimediare con la prontezza dell’acquisto dei biglietti dei concerti, ma mi sono sempre fatto

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di Vanessa Di Marco

Fior di loto

Il fior di loto nasce nel fango. Il passeggero seduto di fronte a lei sul treno che la portava a Roma, prima di scendere le aveva sorriso e le aveva detto questa frase. A Milano, poco dopo la partenza, lui si era accorto delle lacrime che scendevano dietro gli occhiali

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di Vanessa Di Marco

Il vestito blu

Seduto sulla poltrona mi guarda e sorride. Ha acceso le candele bianche sul tavolino da tè e abbassato tutte le luci tranne la lampada che illumina me. Lui e Il vestito blu sul divano aspettano che io dia inizio alle danze. Mi sembra incredibile che dopo anni mi chieda ancora

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di Vanessa Di Marco

The Change

Lucilla imprecò a bassa voce, quei dannati tubetti la stavano sommergendo. Quando erano apparsi nel suo bagno? Da ragazzina passava ore lì dentro a fumare e a fare bagni in compagnia di un libro, ma non un minuto a spalmare creme. The change l’aveva definito la sua amica inglese: “il

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Marcello Marinelli

Testa PEN(sante)

Oggi mi sento la testa pe(n)sante, come se qualcuno ci stesse pescando dentro. Io non credevo fosse possibile davvero, ma mi sono dovuto ricredere quando tre pescatori si sono affacciati nella mia calotta cranica aperta e mi hanno detto che avevano pescato tre spigole. In effetti oggi mi sento alquanto

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di Sebastian Funari

Lunghe Storie in Brevi Racconti (Speciale Pasqua)

È accaduto qualcosa di bello Ai piedi di un letto rovinato dalle tarme, con le mani giunte e la faccia impolverata, un bambino recitava la preghierina della sera. «Buon Dio», diceva sorridendo, «regala qualcosa di bello a chi ne ha bisogno.» Un coniglio, che passava di lì per caso, s’intenerì

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di Vanessa Di Marco

Chi l’ha vista, sa

Sento che nulla mi tocca. Che potrebbe succedere l’imprevedibile: un terremoto non mi toglierebbe la terra sotto i piedi. L’ho vista da vicino io. Mi ha toccato, mi ha abbracciato in una gelida stretta e ha provato a trascinarmi via con lei. Ore che sono diventati giorni in cui ho

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di Vanessa Di Marco

Il gioco di Lara e Camilla

Fuori diluviava. Le nostri madri non ci avrebbero fatto uscire. Di giocare a pallavolo con la palla di carta non se ne parlava. Avevamo centrato la lampada condominiale e la signora Righi del terzo piano ci aveva dato delle teppiste. Invitai Lara a venire su da me, saremmo state sole

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