Take me back to the 80s-90s – Portami indietro negli anni 80-90

Bombardato dai sempre più frequenti video appassionati che di continuo affollano home e bacheche delle principali piattaforme social, non posso fare a meno di parlare di un argomento che mi sta a cuore: gli anni ’80/’90.

Quando tutto ha avuto inizio

Ah, gli anni ’80/’90, davvero magici e fantastici. Quanto mi mancano. Non so se è la nostalgia a parlare, ma c’era qualcosa di unico in quel ventennio che sembra sia andato perduto. Colorati e divertenti, urlano la loro presenza nella memoria di tutti strappando una lacrimuccia a chi si abbandona ai ricordi. Mai come allora le contaminazioni tra design, arte, musica e spettacolo hanno raggiunto espressioni così forti, e nonostante siano stati criticati per i loro eccessi, gli anni ’80/’90 sono presenti ora più che mai.
Ogni generazione ha le sue tradizioni, così come molti fattori definiscono un’epoca. E ciò che distingue questa in particolare è la cultura pop che sembra aver cambiato le regole del gioco. Grazie alle sue tendenze (talvolta discutibili) e agli stili sorprendenti, nel tempo si sono verificati molti cambiamenti e trasformazioni tra cui il boom della tecnologia, la mania del cinema e delle serie tv, e la fine dell’era del bronzo dei fumetti e dei personal computer che iniziano a fare il loro ingresso nelle case dei più aggiornati. Nonostante sia un po’ strana, la cultura pop si distingue dalle altre segnando un punto a favore dell’innovazione e del mettersi in gioco.

Allacciati le sneakers e prendi lo zaino

In realtà, però, quello di cui vorrei parlare non è cinema o moda, né tantomeno cultura pop in generale. Chi, come me, è nato e cresciuto tra il 1980 e la prima metà del 1990 sa bene cosa potrei dire: “quindi perché raccontare una storia che in molti già conoscono?” No, oggi voglio parlarvi di qualcosa con la quale sicuramente tutti hanno avuto a che fare almeno una volta, ovvero il senso di nostalgia e malinconia che quegli anni si sono lasciati dietro. Lungi da me piangere o farvi piangere, ma ogni tanto fa bene far prendere aria ai ricordi, così, giusto per rinfrescare il cervello. E mi raccomando, arrivate fino alla fine per scoprire la classifica dei miei 5 film preferiti made in 80s.

Indietro tutta

Capelli cotonati e costumi sgargianti, glam metal e discoteca. Stile Memphis e neon colorati. Associamo la nostalgia degli anni ’80/’90 a fenomeni che sono, se non addirittura kitsch, almeno al limite del kitsch. Nonostante ciò, e nonostante siano trascorsi più di trent’anni dalla loro fine, gli ‘80/’90 tornano costantemente in auge – nel design, nella musica e nella cultura popolare. Non siamo in grado di sbarazzarcene, e probabilmente non vogliamo nemmeno farlo.
Una delle forze più potenti della cultura contemporanea è la nostalgia. Questa condizione è stata meglio diagnosticata da Simon Reynolds, critico musicale britannico, che nel suo libro del 2011 Retromania riassume l’idea che sta alla base del concetto: «La cultura popolare contemporanea non è tanto interessata a creare nuove qualità, quanto piuttosto a ripetersi costantemente. Il passato è trattato come un vasto archivio di motivi, estetiche e idee, da cui gli elementi possono essere selezionati e combinati abbastanza liberamente, non necessariamente nello spirito della cronologia o nel rispetto dei fatti.»

Belle parole, ma in sintesi?

Gli anni ‘80/’90 sono uno dei punti di riferimento preferiti dalla retromania. In un articolo pubblicato su The Guardian del 2010, Reynolds ha proposto la tesi di come l’intero primo decennio del 21° secolo sia stato dominato dal revival anni ’80 – almeno nel settore della musica. Nel decennio successivo, quel fascino non è finito, e sebbene di tanto in tanto venga ancora criticato dai pubblicisti, la cultura pop non sembra affatto annoiarsi. Basti pensare che una delle serie più importante degli ultimi anni è Stranger Things, ambientata, guarda un po’, proprio negli anni ’80 e che imita in modo incredibile lo stile e l’estetica dei film di quell’epoca. Gli omaggi musicali al decennio, invece, li fanno le grandi pop star: da The Weeknd a Harry Styles fino a Miley Cyrus. Ma allora la domanda è: perché gli anni ‘80/’90 sono così attraenti, cos’è che ci fa tornare da loro con piacere?

Perché siamo degli inguaribili nostalgici

L’interrogativo sulle origini della popolarità di quel periodo può trovare diverse risposte. Alcuni la vedono come comune nostalgia per anni di prosperità economica, altri sottolineano che gli anni ‘80/’90 furono in realtà l’era della nascita della cultura pop come la conosciamo oggi. Dopotutto era l’era (scusate il gioco di parole) dei successi cinematografici d’avventura, l’esplosione della nuova fantascienza (anche se Star Wars e Alien sono franchise che risalgono agli anni ’70) la cristallizzazione e lo sviluppo creativo di generi musicali significativi (metal, hip hop e musica elettronica in senso lato) e la non meno nota divulgazione dei videogiochi. Quella fetta di tempo ha visto la creazione di MTV, del World Wide Web e dei primi CD. La tecnologia e il business hanno rivoluzionato ogni aspetto della vita moderna variando le abitudini.

Per la maggior parte, invece, quegli anni rappresentano un periodo d’oro
ricco di momenti felici e spensierati, un tesoro della memoria nascosto e pronto per essere riscoperto.

Ricordo ancora i pomeriggi davanti alla tv in compagnia dei miei programmi e cartoni animati preferiti, oppure impegnato a raccogliere monete e salvare principesse nell’ultimo videogioco preso al negozio di elettronica. Quelli sì che erano momenti magici, attimi dove tutto sembrava possibile. I supereroi ci insegnavano che anche noi, un giorno, avremmo cambiato il mondo, e i fumetti ci ricordavano di prendere la vita con filosofia ridendo difronte agli imprevisti. C’era una tale purezza in quelle ore, che purtroppo si è smarrita nel tempo.
Gli anni ’80/’90 ci hanno regalato hit che ancora oggi risuonano nelle orecchie e vibrano nel cuore. C’era così tanta varietà e sincerità in quei brani, che sembrava davvero che qualcosa comunicasse all’anima. A riascoltarli tutt’ora, quel qualcosa ci prende per mano e ci riporta indietro facendoci sentire felici, giovani e spensierati.
Non dimentichiamoci poi dei giochi da tavolo e di quelli all’aperto. Non avevamo bisogno di tecnologia sofisticata per divertirci, bastavano un mazzo di carte, una bicicletta lanciata a tutta velocità lungo un pendio o una partita a palla avvelenata con gli amici del quartiere. Momenti di gioia, pura e semplice, dove il tempo sembrava fermarsi a riprendere fiato e i problemi sbiadivano con le prime luci del crepuscolo, quando tua madre si affacciava dalla porta di casa per dirti che era pronta la cena.

Stavamo bene e in fondo avevamo tutto

Attenzione, però. Anche in quegli anni, così come oggi purtroppo, c’erano guerre, crisi e la cara e vecchia criminalità. Magari eravamo troppo piccoli per rendercene conto, e forse è meglio così. La nostra era una visione del mondo ancora ingenua, ma non importa. Ciò che conta è che tutto sembrava più leggero e meno complicato. Riflettendoci, il pensiero di essere stato un moccioso con un pessimo taglio di capelli mi consola.
Nella frenetica realtà odierna, è facile lasciarsi coinvolgere dalla nostalgia di quelli che alcuni definiscono “i tempi che furono”. Sogniamo di tornare indietro, di poter godere ancora una volta di quella semplicità e spensieratezza perduta. Per me ci può anche stare, sarei il primo a salire a bordo di una macchina del tempo. Tuttavia, non posso fare a meno di ricordare che, per quanto sia bello lasciarsi andare al passato, vivere nel presente per trovare la bellezza nelle sfide di oggi è probabilmente la soluzione migliore.
Anche se alle volte non è tutto rose e fiori come vorremmo, la malinconia che proviamo e sentiamo altro non è che un modo per ricordarci dei bei momenti che abbiamo vissuto e del bene che abbiamo fatto. Ovviamente non c’è nulla di sbagliato nel voltarsi a guardare indietro. L’importante, comunque, è non prenderci l’abitudine e sfruttare quella forza per costruire un presente altrettanto entusiasmante.
Quindi, fedele lettore, lasciamoci preoccupazioni e rimpianti alle spalle, perché abbiamo tantissimi altri motivi per ridere e godere della vita. Ma in caso d’emergenza, e se proprio non puoi farne a meno, metti su un disco, oppure tira fuori la console che hai ricevuto a Natale ’96 e vesti i panni di un baffuto idraulico italiano in salopette blu e cappello rosso (capito il riferimento? se sì, scrivilo nei commenti).
Non posso prometterti che le cose torneranno come prima, ma una la so: farai un gran bel sorriso, e sentirai un po’ di nostalgia positiva che ti risolleverà il morale.

Bonus

A te che sei arrivato fin quaggiù sano e salvo, ecco la classifica dei miei 5 film preferiti. Alcuni forse lì conosci già, ma in caso contrario te li straconsiglio.
Se vuoi, fammi sapere nei commenti quali sono i film che ti hanno fatto sognare.
1 – La storia Fantastica (1987) – da non confondere con La storia Infinita (1984) dal quale i miei genitori hanno preso spunto per chiamarmi Sebastian in ricordo del protagonista Bastian.
2 – Grosso guaio a Chinatown (1986)
3 – Nel fantastico mondo di Oz (1985)
4 – Ghostbuster (1984)
5 – Indiana Jones e l’ultima crociata (1989)

 

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