Pensieri a Raffica: Il Mio Cervello in Evidenza (Riflessione #911)

S.O.S. Scrittori: Guida Pratica all’Editoria

Cari amici e fedeli lettori, eccoci finalmente pronti a esplorare gli incantevoli e ormai sempre più contorti meandri della mia mente. Chiedo perdono per la tardiva pubblicazione di questo episodio (colpa di una riprovevole quanto mai inarrestabile forza maggiore) ma non temete, quest’oggi ci imbarcheremo in una corsa senza freni a bordo dell’eccentricità dei miei pensieri e affronteremo una sfida più grande del solito: imparare a cavarsela nella giungla dell’editoria. Armati con le migliori intenzioni, daremo un’occhiata allo stravagante e ingannevole mondo delle case editrici, e forniremo all’autore esordiente qualche suggerimento su come sopravvivere e non finire in trappola. Vamonos!

Riflessione #911

Il panorama delle case editrici, tutto colori e luci scintillanti, può essere un vero e proprio labirinto di idee confuse e concetti ancor meno chiari. È come avventurarsi in un bosco incantato, dove ogni opera è una deliziosa torta di mele per l’avido orco, ovvero l’editore, che non vede l’ora di pulirsi il mento con l’ennesima storia del novellino di turno. Ma state tranquilli, essendo sfuggito non una, ma più volte a quelle grinfie unte e bisunte, l’esperienza mi ha permesso di mettere insieme e impacchettare un bel po’ di consigli che spero possano esservi d’aiuto a non prendere decisioni affrettate.

Innanzitutto, dal momento che stiamo usando la metafora delle fiabe, non siate ingenui come Cappuccetto Rosso. Non credete a tutto quello che vi dicono, specie alle e-mail lusinghiere di un editore che, di punto in bianco, vi scrive affermando di essere interessato al vostro lavoro, senza che voi abbiate inviato qualcosa a qualcuno. Ricordate: nella maggior parte dei casi gli editori non “reclutano” autori in questa maniera. State alla larga da chi chiede soldi in cambio di pubblicazione. Da che mondo e mondo, è l’editore che paga l’autore, non il contrario. State in guardia dalle sviolinate (ne so qualcosa).

Inoltre (e questa, secondo me, è la cosa più importante) abbiate al vostro fianco un legale con gli attributi che vi tuteli e tiri per i capelli prima che possiate compiere un’avventatezza o qualche altro tipo di sciocchezza che vi farà trascorrere interminabili notti insonni corrosi dalla rabbia e dal nervosismo. Prima di firmare qualsiasi contratto o liberatoria, fate esaminare il contenuto da un esperto che ne sappia qualcosa, altrimenti vi ritroverete incaprettati e vincolati da effimere clausole scritte lungo il margine inferiore sinistro che parlano di diritti ceduti e obblighi di qualsivoglia genere, manco fosse un patto col diavolo.

Parlando del diavolo, già che siamo in tema, MAI consegnare o inviare un manoscritto senza averne fatto una copia di backup. Giustamente chiederete perché; beh, la risposta può essere tanto ovvia quanto inconcepibile: perché potreste vedere il vostro lavoro pubblicato a nome di qualcun altro. Ringraziando la mia buona stella, una cosa del genere non mi è mai capitata, ma conosco un tale che ha visto la sua storia esposta in vetrina senza capire come ci fosse finita. Copie di backup e file di salvataggio precedenti a una pubblicazione da parte di terzi, può essere d’aiuto e salvarvi il c…

Un altro trucco salva-carriera è quello di sfruttare il potere della rete. Prima di partire in quarta, schiaritevi le idee e cercate online informazioni sulle case editrici alle quali state per inviare la vostra opera. Forum, gruppi Facebook, recensioni Amazon o su blog saranno uno scacciaguai contro truffatori e vampiri editoriali. Buona cosa è contattare direttamente gli autori pubblicati dalla CE che vi interessa, chiedendo com’è stata o com’è la loro esperienza. Tranquilli, nella maggior parte dei casi saranno gentili e risponderanno volentieri alle vostre domande (l’ho fatto un paio di volte, e devo dire che mi è andata bene).

Un altro aspetto cruciale è la conoscenza. Non lasciatevi abbindolare e spaventare da termini tecnici e idiomi complessi. Imparate il linguaggio editoriale, leggete libri e articoli sull’argomento, ascoltate podcast, o partecipate a corsi didattici per autori che non sanno dove sbattere la testa. Più siete informati, meno sarete vulnerabili. Col tempo, acquisirete abbastanza esperienza per evitare trappole che potrebbero farvi inciampare lungo un percorso irto di sfacciataggine, egoismo e merito alle persone sbagliate che neanche sanno come tenere in mano una penna a meno che non sia qualcun altro a farlo per loro. Nel dubbio, chiedete consiglio al vostro avvocato.

Siate furbi e giocate d’astuzia. In parole povere: non inviare mai l’opera completa (salvo accordi presi in precedenza). A meno che non siate gli eredi spirituali di John Grisham e Michael Connelly, spedire un manoscritto imballato e scritto divinamente potrebbe far gola all’editore a caccia di gonzi da spennare. Buona cosa è inoltrare un estratto o un prologo e valutare la risposta. Come capire se hanno intenzione di fregarvi? Semplice: se sembrano ansiosi o vi chiedono l’intero manoscritto senza volerne sapere un po’ di più, è probabile che vogliano mettere le mani sulla vostra storia senza darvi il dovuto merito.

Chiedete spiegazioni e fate domande. È un sacrosanto e indiscutibile diritto di ogni autore pretendere di vederci chiaro e sentirsi dare risposte sensate che colmino lacune e chiariscano dubbi; così come ogni referente di una CE è professionalmente obbligato a fornire chiarimenti e restare a disposizione. Se colui a cui affidate le vostre speranze evita di rispondere, si dimostra riluttante, se la prende comoda o scompare nel nulla, fermatevi e fate un passo indietro, perché è un campanello d’allarme. Gli editori onesti dovrebbero essere trasparenti e più che disposti a rispondere a qualsiasi interrogativo in modo chiaro, professionale e cordiale.

Infine, cari e fedeli lettori, ricordate che il successo richiede pazienza. Non lasciatevi prendere dal panico, dalla fretta, e soprattutto dall’impazienza di dover vedere a tutti i costi il vostro nome esposto sugli scaffali della libreria sotto casa. Le cose fatte bene richiedono tempo, costanza e precisione (il tutto condito con una generosa dose di umiltà, che non fa mai male). Il cammino della fama e della gloria è tortuoso e pieno di buche, ma con il giusto equilibrio, tra attenzione e scaltrezza, potrete evitare di inciampare salvandovi la pellaccia. In definitiva, quella nel mondo dell’editoria può essere sia un’esperienza affascinante che una traversata di sola andata per l’inferno dei creativi. Con l’astuzia di un moderno Sherlock Holmes e la genialità di un autore che non si lascia ingannare dalle apparenze, potrete scrivere la vostra storia senza farvi mettere nel sacco da chi cerca adepti da sacrificare. Quelli di oggi sono solo alcuni dei tanti consigli di cui un autore esordiente dovrebbe aver bisogno; ma non temete, sono certo che siate abbastanza svegli, più di quanto possiate esserlo nel momento di decidere quale sarà la strada migliore da seguire.

In bocca al lupo (sperando che il lupo non si strozzi).

 

 

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Una risposta

  1. CONSIGLIO BONUS DELL’ULTIMO MINUTO: al momento dell’invio del manoscritto alla casa editrice scelta, allegate sempre una lettera di presentazione (nn troppo lunga), una sinossi del materiale e il vostro curriculum letterario munito di ogni recapito, oltre a un brevissimo messaggio nel corpo dell’email. Fate vedere che siete autori che sanno quello che fanno e non, come disse la Professoressa McGranit in Harry Potter: una balbettante bambocciona banda di babbuini.

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