Pensieri a Raffica: Il Mio Cervello in Evidenza (Riflessione N. 2923)

Cattiveria OUT, gentilezza IN: La Rivoluzione dei Sorrisi.

Bentornati a “Pensieri a Raffica: Il Mio Cervello in Evidenza”. Nell’episodio di oggi, indagheremo su come gentilezza e cattiveria riescano di tanto in tanto ad avere un impatto smisuratamente significativo su tutto ciò che facciamo. Il mio cervello ed io siamo pronti a mettere in scena un mix più o meno irresistibile di riflessioni, umorismo e ironia, più che decisi a fare del nostro meglio per dimostrare quanto la gentilezza sia il vero supereroe della vita quotidiana. Spegnete la tv e mettetevi comodi, perché solleveremo il sipario su una realtà che alla fine della fiera non è poi tanto male.

Riflessione N. 2923

Ah, la gentilezza… un raro pezzo da collezione. Da come vanno le cose, assomiglia a uno di quei vinili polverosi per il quale qualcuno sborserebbe fior di quattrini pur di averlo. Dall’altra parte del fossato invece, la cattiveria gratuita guadagna terreno come un’erbaccia infestante che cresce nel giardino di una società intorpidita che guida col pilota automatico.

Prendiamo ad esempio i social media, il passatempo preferito da chi ha un dito premuto sul tastierino del sarcasmo. In quella specie di ufficio postale, dove lo sclero è roba di tutti i giorni e la vita degli altri è più emozionante della propria, è come se qualcuno avesse indetto una competizione per chi riesce a scrivere il commento più acido e offensivo. È come se una mente superiore avesse aperto un negozio di insulti online e offrisse sconti del 50%. Andate a vedere, poi ditemi se non ho ragione.

Ma potendo scegliere, cosa accadrebbe se decidessimo di coltivare la gentilezza? Se dedicassimo un po’ del nostro tempo a fare qualcosa di carino senza pretendere nulla in cambio?

Immaginate di tenere aperta la porta per qualcuno che sta dietro di voi solo per vedere il suo volto illuminarsi (io, ad esempio, lo faccio spesso, soprattutto con le belle donne. Ringraziano sempre, ma nel 200% dei casi vado in bianco). Ad ogni modo, discutibili tentativi di abbordaggio a parte, fare qualcosa di buono senza riserve è come accendere una lampadina nel cuore del prossimo. Non è l’atto in sé che fa scattare l’interruttore, bensì l’intenzione di voler fare qualcosa di bello. Sistemare i piatti per non far perdere tempo al cameriere che ne ha già troppe a cui pensare, dire una battuta scherzosa alla cassiera del supermercato per tirarla su di morale, aprire il portabagagli a qualcuno impegnato a non farsi scappare di mano la spesa. Sono frammenti di gentilezza, questi, che creano una sinfonia di positività. «Buone vibrazioni», come dicono in molti.

Oltre a questo, però, è importante essere gentili anche con sé stessi. Alle volte ce la prendiamo con ciò che abbiamo fatto, che non abbiamo fatto o che avremmo voluto fare meglio, criticandoci e giudicandoci nel peggiore dei modi, manco fossimo nostra madre quando da piccoli tornavano a casa con una nota da firmare (ne so qualcosa). Non ho la presunzione di dirvi cosa fare, ma siate indulgenti. Avete solo voi stessi su cui contare. Perciò, occhio.

Personalmente, pur sapendo che dieci volte su dieci me ne pentirò perché molto spesso la gentilezza viene scambiata per debolezza, non ho remore a dare una mano. Sono uno di quei personaggi di supporto che appaiono sempre nel momento del bisogno.

Per come la vedo io, comunque, un individuo può benissimo praticare la gentilezza con atti di generoso e cortese affetto. Non occorre salvare la terra da un asteroide o imbarcarsi in imprese eroiche, basta un ciao, un buongiorno, o un serve una mano? per vedere la luce brillare in maniera diversa. Sarà un bella giornata non soltanto per gli altri, ma per tutti.

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4 risposte

  1. Buongiorno a tutti.
    Gentilezza, un piacere proibito. Marco Aurelio disse che “la gentilezza è la piu’ grande delizia dell’umanità “m , oggi è un sentimento aleatorio. Ci allontaniamo sempre di piu’ dai valori sani. Seb ,i tuoi ” pensieri a raffica” sono sempre piacevoli spunti di riflessione.

  2. Sebastian che dire. La gentilezza è un boomerang è il mio motto. Ci credo perché quando ricevo un sorriso, una battuta inaspettata o un gesto d’ aiuto, il cuore mi si scalda. Lo stesso vale quando sono io a far sorridere qualcuno in una giornata no. Nulla mi toglie dalla testa che se innescassimo un circolo virtuoso, non ci sarebbe più bisogno di carceri nè di armi. Sarà per questo che ci vogliono tutti più aggressivi? Chissà. Grazie per aver ricordato l’importanza del piccolo gesto quotidiano.

    1. Sai che la gentilezza come boomerang non é male come motto? Lo aggiungo all’arsenale. Grazie per le belle parole, Vanessa ????

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