Pensieri a Raffica: Il Mio Cervello in Evidenza (Riflessione N. 659)

Sussurri nell’Assoluto: Ascoltando il Silenzio

A noi, chiunque tu sia, e benvenuto a questo bizzarro appuntamento di “Pensieri a Raffica: Il Mio Cervello in Evidenza”. Oggi abbasseremo la voce e parleremo di un argomento che, strano ma vero, fa più rumore del previsto: il silenzio. Quell’assenza di vibrazioni che urla più delle parole stesse. Mettiti comodo, e scopriamo insieme come il cervello si diverta a ballare al ritmo della quiete. E chissà, potresti persino sentire le tue cellule cerebrali sghignazzare mentre si destreggiano nel mondo privo di suoni della mente focalizzata. Quindi, tappati la bocca e goditi questo episodio che parlerà senza dire una parola.

Riflessione N. 659

Ah, il silenzio, quella cosa astratta e all’apparenza così calma, che spesso è più rumorosa di una fiera di paese. Si presenta all’improvviso, come un’ospite inatteso, quando meno te lo aspetti.

Quant’è difficile sopportare il famoso silenzio imbarazzante in una conversazione? Mi riferisco a quella pausa in cui le parole svampano e tu sei lì, a fissare l’altro con un sorriso teso che sembra un misto tra “che facciamo?” e “per favore, qualcuno dica qualcosa”. È come se il silenzio avesse il potere di far emergere i disagi sociali degli interlocutori, lasciandoli lì ad annaspare in ciò che rimane del discorso.

E che dire delle situazioni in cui vuoi goderti il pranzo, ma il rumore della masticazione del tizio seduto al tavolo accanto assomiglia a un assolo di batteria? Ogni suono, dal fruscio delle patatine al croccante delle verdure, dallo stridio delle posate che graffiano il piatto allo schiamazzo tutt’altro che contenuto, viene amplificato al massimo. E tu intanto sei lì, a fare di tutto per ignorare la cosa nel modo più educato possibile, ma quei rumori crescono e diventano una sinfonia gastronomica.

Ma il silenzio può anche essere una buona compagnia. C’è sempre, in quelle rare occasioni in cui riesci a liberarti dal caos per trovare un angolo di pace. Un momento per riflettere, riordinare le idee e scoprire quanto siano chiassosi i pensieri quando smettono di essere sommersi dalla frenesia di ciò che avviene.

Secondo me, silenzio, tu sei un vero e proprio maestro dell’inganno. Ci sei e non ci sei. Che tu stia riempiendo l’aria di tensione oppure regalando preziosi attimi di tranquillità, una cosa è certa: poco e imprevedibile quanto te.

E del silenzio trattenuto un istante prima di baciare una ragazza, con tanto di crampo allo stomaco, ne vogliamo parlare? Quello è il mio preferito.

 

 

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