Storia di un’amicizia e di un divano

Una delle amicizie più belle e sincere che io abbia, sembra strano da dire, ma è nata su un divano.

Durante i mesi in cui lavoravo in Siberia, avevo deciso di visitare durante i weekend la regione in cui mi trovavo. Grazie al suggerimento di un’amica, mi iscrissi ad un sito i cui membri erano persone che mettevano a disposizione gratuitamente il divano di casa su cui trascorrere la notte, in cambio di dialogo e scambio culturale con gli ospiti.

Un giorno decisi di visitare la bella cittadina di Tomsk e come ormai ero solita fare, per l’alloggio, cercai sul “sito dei divani” dove e da chi dormire. Essendo sola e a maggior ragione una ragazza evitavo di contattare ragazzi o uomini (onde evitare fraintendimenti o situazioni ambigue). Cercavo quindi ragazze o donne che mettessero a disposizione un posticino in cui riposare all’interno delle loro abitazioni.

Avevo selezionato 3 possibili opzioni. Una si autoeliminò in breve comunicandomi che le date per cui avevo fatto richiesta non erano disponibili in quanto lei sarebbe stata fuori città. Avevo così la possibilità di alloggiare o da una ragazza che negli scambi di messaggi si era rivelata alquanto fredda oppure da una ragazza di 5 anni meno di me che mi aveva risposto con grande entusiasmo. Il fatto è che mentre la prima aveva diverse recensioni positive sul proprio profilo, l’altra non ne aveva nemmeno una. La cosa ovviamente non mi piaceva dato che solitamente era importante per me leggere le esperienze delle altre persone che avevano ricevuto ospitalità.

Tuttavia, e questo è stato l’unico in caso, sentivo che mi potevo fidare.

Era una sensazione che potevo ascoltare oppure ignorare… Decisi di ascoltarla!

Così partì con l’autobus in direzione Tomsk dalla ragazza senza recensioni. Lei mi disse che aveva dei corsi durante l’orario in cui sarei arrivata e che quindi non poteva venirmi a prendere. Mi lasciò l’indirizzo di casa sua che era piuttosto lontana e complicata da raggiungere a piedi. “Oh mamma, partiamo bene!” pensai.

Quando arrivai, trovai sua madre ad accogliermi e dopo poco arrivò anche la ragazza, Elena. Mi sentivo un po’ a disagio inizialmente perché ero letteralmente una sconosciuta in casa loro. Quel disagio però passò in fretta perché mi invitarono a sedermi con loro a tavola offrendomi una zuppa calda (che era proprio quello di cui avevo bisogno in quel momento). Iniziammo a parlare ed ebbi la sensazione che ci conoscessimo da anni, non da ore.

Il giorno dopo Elena trascorse tutta la giornata con me mostrandomi la sua città, dai monumenti più famosi a quelli più nascosti, parlando e facendomi tante domande sul mio Paese, la mia lingua, la mia storia. Scoprimmo in breve tempo che, nonostante fossimo nate a kilometri e kilometri di distanza, eravamo molto simili e la caratteristica che più ci avvicinava era la grande curiosità.

Dopo due notti trascorse sul loro comodo divano, sentendomi parte della loro adorabile e ospitale famiglia, ripartii.

La scoperta più bella fu capire che in quell’occasione non avevo solo visitato una bellissima città ma avevo trovato un’amica con cui avrei successivamente visitato il lago Bajkal, con cui avrei scambiato lettere e cartoline per i successivi 6 anni (e ancora oggi) e che avrei poi, quasi per caso, ritrovato a Lisbona a gennaio di quest’anno.

Credevo di aver trovato un divano su cui passare la notte e invece avevo trovato un’amica con cui vivere avventure!

 

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