– IL FONDO DEL MIO CIELO –
Parte 1 – 1. DOLORE DI LACRIME INARIDITE
Parte 2
Come il giudice pronuncia l’ultima parola in tribunale, così lui ha deciso sul nostro amore, senza darci la possibilità di affrontarlo. Il nostro amore ha ricevuto una sentenza irrevocabile. Quando ho sentito quel gelo nella sua voce, il silenzio che ha avvolto tutto intorno a me ha inghiottito ogni atomo di speranza. Uno spazio muto in cui improvvisamente sono affondati tutti i sogni. L’uomo può abituarsi a tutto, tranne che a una giustizia imprevista.
Niente è così rumoroso come il silenzio, niente urla così forte come la sua muto sofferenza quando fa male.
– “Come si può recuperare ciò che è passato?”
Il tempo sicuramente non torna, e non torna nemmeno chi è andato via una volta. Non esiste forza che possa riportare qualcuno, se ha deciso fermamente di andarsene.
“Se l’anima potesse essere curata con una medicina per il dolore, sarebbe molto facile. L’anima si fa male, la spalmi e il dolore se ne va. Le persone sono più sensibili proprio dove il dolore è intangibile, e non esiste un unguento per guarirlo. Invece di un unguento, una persona ha bisogno di purificare il proprio pensiero. Il tempo sicuramente non guarisce il dolore.” – mi dicevo.
L’uomo trova modi per vivere con i ricordi che provocano quel dolore. Il ricordo non si cancella con una gomma, ma si può cancellare il sogno? Ero convinta di avere un sogno.
A volte la vita sa darci uno schiaffo, tanto che svegliarsi da un sogno con gli occhi aperti è più doloroso dello schiaffo stesso. Il colpo più forte è quando bisogna accettare la realtà dolorosa. Devo accettare che sono rimasta sola senza di lui, per quanto mi faccia male, per quante domande senza risposta mi tormentino, domande poste nel silenzio della notte.
Niente è così rumoroso come il silenzio, niente urla così forte come la sua muto sofferenza.
Mi diressi verso la camera da letto. La sentivo come una fossa che mi inghiottiva nel suo silenzio. Ancora sentivo la sua presenza nella camera da letto, tutti questi giorni dalla sua assenza, e senza volerlo tutte le mie pensieri erano per lui. La consapevolezza dell’amore perduto diventa un blocco per ogni attività in una persona. Non cerco di seguire la guida del cuore, anche se opporsi molte volte è inutile. Ha davvero tanto valore lui come persona che tutto il mio tempo lo spendo a pensare a lui?
Il sonno mi negava il suo favore. Mi giravo inquieta nel letto senza riuscire a chiudere gli occhi serenamente. Pensavo che fosse per l’odore del cuscino che mi ricordava lui. Nella sua morbidezza custodiva i suoi caldi sospiri. Mi ricordava il tempo in cui la luna con la barca approdava e si fermava in un angolo della stanza, illuminandola con la sua luce argentata. Abbastanza da vedere i lineamenti del suo volto mentre lo accarezzavo sulla fronte. Mi infilavo le dita nei suoi capelli come pesci nel mare che si nascondono nell’erba marina, per coccolarsi l’uno con l’altro.
Un piccolo fiammifero di ricordi scaldava le mie guance e mi faceva arrossire. Ero dipendente dai suoi baci, quando perdevo la realtà davanti a me. Ogni tenerezza scambiata era una sinfonia per i miei sentimenti. Ero dipendente dal suo sussurro. Come una bevanda, come un cibo che placava la mia sete di amore, la mia sete di appartenenza.
– “Sai che ti amo?”
– “Lo so” – rispondevo, sicura di ciò. – “E tu?” – gli chiedevo.
– “Più di ogni cosa al mondo, mio sole.”
Così il sole e la luna si addormentavano insieme sul cuscino. Ero convinta che il cuscino fosse diventato il mio persistente custode che mi teneva sveglia.
Dovevo smettere di pensare a lui, perché anche se lui era assente, era più presente che mai.
Come si misura l’amore, con la presenza di qualcuno o con la sua assenza?
Il sonno non arrivava, nella battaglia con il letto uscivo perdente.
“Sono malata,” mi dicevo. “Sono malata di lui.”
***
Continua…