“I promessi sposi”, di Alessandro Manzoni – Capitolo XXVII

La politica e la storia sono due sorelle…

 

Politica e storia sono due coordinate dell’esistenza, anche se, purtroppo, non ancora opportunamente integrate nella coscienza dei singoli e delle comunità. Sempre la politica è “storica” e la storia “politica”, anche quando queste due coordinate non sono menzionate esplicitamente nel relazionarsi umano, e anche se vi è la tensione – direi quasi la tentazione – a distorcere il significato autentico di queste due parole. Infatti, la parola “politica”, etimologicamente legata al “perseguimento del bene comune”, è sempre più assimilata al gossip politico; mentre, la parola “storia” viene declinata in tutti i modi possibili e immaginabili, ma sempre meno intesa come “processo storico”. Tali distorsioni producono una scissione nell’unità originaria di queste due realtà, le quali, più che due sorelle, appaiono come due sorellastre in guerra per accaparrarsi, ognuna, tutta quell’eredità umana, che spetterebbe legittimamente a entrambe, in egual misura.

Come in ogni tempo, dunque, anche all’epoca della stesura de “I promessi sposi”, emerge quel deleterio scollamento tra politica e storia, tanto che il romanzo manzoniano cerca di porvi rimedio, mediante una nota particolarmente felice, nei termini seguenti:

“Ma cos’è mai la storia, diceva spesso don Ferrante, senza la politica? Una guida che cammina, cammina, con nessuno dietro che impari la strada, e per conseguenza butta via i suoi passi; come la politica senza la storia è uno che cammina senza guida”.
La politica senza la storia è un presente senza un sano radicamento nel passato. Il risultato è la superficialità nell’approccio alla realtà, la solitudine nelle relazioni, la “superiorità” – solo presunta – di un essere umano sull’altro. Ciò genera ideologie improntate alla mancanza di rispetto, al cinismo e alla sopraffazione. D’altro canto, la storia senza la politica è un presente privo di un necessario progetto per il futuro. La conseguenza è l’inconcludenza negli impegni, l’inimicizia tra persone e popoli, l’implosione delle legittime aspirazioni umane di verità, di giustizia e di pace.
Sia quella di tutti e di ciascuno una vita consapevole d’essere inserita in un processo storico, nella memoria che la storia non comincia e non finisce con la nascita o la morte di un singolo essere umano, e con la missione di costruire insieme il bene comune, in un narrante processo storico, nella realizzazione di un bene comune narrante.

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