– Professore, mi sento come se stessi perdendo tempo. Ho l’impressione che la vita degli altri corra velocissima, mentre la mia è ferma in un eterno semaforo rosso.
– Perché dici così, cara Michela? Cosa ti dà l’idea di essere rimasta indietro?
– Guardo intorno a me, Professore. Vedo persone che raggiungono traguardi, che postano successi, che sanno sempre dove andare. Io invece sono qui, a interrogarmi sul prossimo passo, con la paura che fermarsi significhi fallire.
– Oh Michela, tesoro, sai qual è l’errore? Confondere la velocità con la direzione. Corriamo tutti, è vero, ma spesso corriamo solo per non restare soli con i nostri pensieri.
– Ma restare fermi fa male, Professore. Sembra di sprecare l’occasione.
– Cara Michela, in natura nulla fiorisce tutto l’anno. L’attesa non è tempo perso, è tempo “in potenza”. È come il terreno che riposa sotto la neve: sembra immobile, ma sta raccogliendo le forze per la primavera. Chi corre senza sosta spesso dimentica di guardare il paesaggio; chi sa attendere, invece, impara a riconoscere il momento giusto per fare il passo successivo. Non aver paura del tuo semaforo rosso: usalo per controllare la mappa del tuo cuore.
– Quindi, Professore, mi sta dicendo che anche il silenzio e l’incertezza hanno un valore?
– Esattamente. Spesso le risposte più importanti non arrivano mentre rincorriamo il mondo, ma quando abbiamo il coraggio di sederti e aspettare che il rumore intorno a noi si calmi. La tua non è lentezza, Michela, è preparazione.
La quiete è libertà.





Una risposta
È facile rivedersi I’m Michela. Grazie per la riflessione costruttiva.